7ª Biennale 2005

Quando una manifestazione giunge alla sua settima edizione, come accade alla Biennale Internazionale del Merletto, che si tiene a Cantù, si può cominciare a parlare di "tradizione", o, se la parola può sembrare eccessiva, di appuntamento "tradizionale", ove con tale termine si voglia indicare l'importante attività di trasmissione nel tempo di notizie, memorie, consuetudini da una generazione all'altra attraverso esempi o testimonianze.

La Biennale Internazionale del Merletto di Cantù cerca di fare proprio questo: tenere viva la memoria di quest'arte dal passato glorioso, per renderla attuale nel presente e proiettarla nel futuro.

Nata dalla passione e dall'amore per l'arte del pizzo di un gruppo di persone (quasi tutte donne), che hanno costituito il Comitato per la Promozione del Merletto, la Biennale Internazionale di Cantù suscita da anni interesse ed attesa in tutto il mondo. È ormai un significativo punto di riferimento per quanti desiderano conoscere più da vicino storia, soggetti, tendenze, materiali, tecniche del merletto, non solo canturino ma più in generale europeo, presenti sia nei capolavori realizzati in passato che in tanti manufatti dei giorni nostri, grazie al lavoro di tante anonime merlettaie.

Il numero dei visitatori in costante crescita (trentamila nell'edizione 2003), e la presenza di scuole italiane e straniere, sono segno di un'attenzione e di un interesse sui quali in pochi, fino a qualche anno fa, avrebbero scommesso.

Nell'edizione 2005, la Biennale ha scelto come tema un argomento strettamente legato alla storia e alla tradizione manifatturiera di Cantù: il forte legame che esiste fra le due attività più fiorenti della città e del suo territorio, cioè il pizzo e l'artigianato del legno.

Il Canturino vanta un'importante tradizione nel settore del mobile, non solo per quanto concerne la realizzazione di stupendi pezzi d'arredamento conosciuti in tutto il mondo, ma anche per la straordinaria capacità creativa ed innovativa di cui ha dato prova fino al recente passato. Un contributo importante nella formazione di generazioni di artigiani e artigiane è stato fornito dalla presenza della Scuola di Arte applicata all'Industria, che venne fondata a Cantù nel 1882 per insegnare disegno e progettazione "con applicazione speciale alle industrie della fabbricazione dei mobili in legno e dei merletti". L'apertura del 1883 del settore maschile destinato ai mobili e nel 1888 di quella femminile dei merletti ha dato avvio ad un'istituzione scolastica che si è in seguito trasformata nel locale e ancora attivo Istituto Statale d'Arte. La scuola, grazie alla presenza di insegnanti di disegno qualificati, ha elaborato da oltre un secolo nuovi stili e un gusto comune per artigiani del legno, merlettaie, disegnatori progettisti e professionisti dell'arredamento in generale.

Tra merletto e artigianato del mobile esiste una forte sinergia. Entrambi nascono dal "segno dell'uomo", dalla creatività che si esprime avvicinandosi a quel particolare settore di attività che si occupa di valorizzare l'abitazione e tutto quanto in essa contenuto: complementi di arredo, mobili, decorazioni, biancheria domestica, tende. Nel tempo, dal Quattrocento ad oggi, i merletti hanno decorato in tanti modi la casa. Pensiamo alle tovaglie, ai sottopiatti o ai pannelli che hanno impreziosito la tavola (di cui una ricca rassegna è stata esposta nella Biennale del 2001), oppure alle tende, che sono spesso diventate grazie all'abilità delle merlettaie raffinati arazzi da esposizione.

La 7a Biennale Internazionale del Merletto vuole concentrare l'attenzione sulla presenza del pizzo nella casa e sul rapporto che ha avuto con i mobili, non solo dal punto di vista dell'uso ma anche della progettazione.

"Merletti da sogno" è il tema della sezione storica della Mostra. Lo scopo è di riunire un vasto campionario di merletti antichi e moderni, realizzati in varie manifatture europee e provenienti da collezioni pubbliche e private, che sono stati utilizzati per l'abbellimento della casa, con particolare attenzione al suo luogo più intimo, cioè alla camera da letto. Accanto a lenzuola, federe, copriletti e biancheria da notte si è scelto comunque di dare spazio alle più ampie modalità di utilizzo nell'arredo domestico, per creare tende, arazzi, e centrotavola.

Allo scopo di suggerire meglio l'idea di una dimora, i merletti verranno "ambientati" sui mobili cui erano in origine destinati. Non si vuole tuttavia proporre al pubblico una evocazione suggestiva solo dal punto di vista estetico, ma creare un inedito e costante dialogo tra i merletti e i mobili che sono stati realizzati nel Canturino da fine Ottocento ad oggi. In questo modo potranno essere valutati i reciproci influssi e l'evoluzione degli stili che essi riflettono.

In concomitanza alla 7a Biennale Internazionale del Merletto sarà indetto il Concorso per un progetto di un merletto a fuselli, giunto alla sua quinta edizione, come di consueto si articolerà in due sezioni, una dedicata alla tradizione, l'altra all'innovazione. L'iniziativa, rivolta a commercianti ed artigiani del settore, alle scuole, alle associazioni, a studi e a privati, italiani e stranieri, ha come tema l'esecuzione di un progetto per un merletto a fuselli destinato all'abbigliamento o all'arredo tessile contemporaneo della camera da letto.

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